Refuge du Mont Thabor e cima Mont Thabor (Alpi Cozie – Savoia)
- Team Divisionesvago
- 4 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Il primo week end di Maggio prevedeva in Valle Stretta, al confine tra Italia e Francia, una meteo variabile ma senza pioggia.
Decidiamo quindi di approfittarne per una escursione di due giorni in quel contesto così bello che la zona offre: neve a 2000 metri ce n'è ancora e se le temperature ci aiutano risulta portante, favorendo la nostra salita al Refuge du Mont Thabor a 2498 metri che, malgrado in questo periodo non è gestito, offre la possibilità di utilizzarlo in autonomia versando un contributo stabilito dal CAF.
La strada che da Pian del Colle – Bardonecchia – conduce fino ai parcheggi a Grange di Valle Stretta è stata aperta, liberandola da una valanga che era caduta nelle vicinanze della parete di arrampicata.
Lasciamo quindi l’auto nel parcheggio più prossimo alle grange e iniziamo la nostra escursione: decidiamo di partire nel primo pomeriggio perché il cielo durante la mattinata è stato molto nuvoloso ma sembra ci sia un miglioramento.
Seguiamo il percorso estivo per un lungo tratto: la neve non è così presente da dover utilizzare le ciaspole che invece diventano utili a quota 2000 metri.
Il paesaggio che era stato caratterizzato dalle bellissime prime fioriture dei crocus e degli anemoni si ricopre di neve: è ancora portante ma le ciaspole certamente rendono la progressione più agevole.
Raggiungiamo il Refuge du Mont Thabor dove troviamo già qualche ski alp francese.
Ci organizziamo con il nostro fornelletto e tutto l’occorrente per preparare la cena: intanto il sole pian piano tramonta regalandoci dei colori bellissimi.
Alle 5.30 del giorno successivo, usciamo dai nostri sacchi a pelo per ammirare l’alba: il sole si inizia a vedere proprio sulle cime di fronte a noi e, come sempre, ci emoziona!
Dobbiamo ripartire per raggiungere la cima del Mont Thabor: ci aspettano 800 meri di dislivello; la prima parte del percorso ci costringere però a perdere un po’ di metri, aumentando il dislivello da fare.
Le ciaspole questa mattina sono veramente utili; il rigelo notturno ha creato una bella crosta sulla neve così da permetterci di muoverci velocemente.
Seguiamo il tracciato estivo ma, per evitare di percorrere un tracciato troppo vicino al pendio ancora carico di neve, stiamo un po’ più a valle allungandolo un pochino: passiamo vicino al Lago du Peyron che è completamente ghiacciato e proseguiamo su un tracciato che ora è decisamente meno impegnativo.
Arriviamo al col des Mèandes: la cima del Mont Thabor è vicina, vediamo la cappellina (m. 3177) dedicata alla Beata Vergine Addolorata che la sovrasta. Costruita nel XV secolo apparteneva al territorio degli Escartons, che durò fino al trattato di Utrecht del 1713.
Ci infiliamo nell’evidente canalone che, seppur ripido, è il percorso più breve: siamo in cima. La cappellina è in pessime condizioni: è ancora in piedi grazie ad una serie di tiranti che la sostengono.
Tanti anni fa la cappellina fungeva anche da ricovero per gli escursionisti e al suo interno aveva una parte dedicata ad un altare con un bellissimo crocefisso separata con una grata dal ricovero.
Il vento soffia e ha “pulito” tutto il cielo: panorama a 360 gradi sull’arco alpino.
Pausa per uno snack e poi scendiamo: la neve nel canale si è allentata e questo rende divertente la discesa con qualche scivolata.
Scendiamo su un bellissimo manto nevoso che copre i pascoli estivi e dove sono comparse le prime marmotte: giunti alle pendici del Grand Serù seguiamo la traccia estiva fino al Ponte delle Planche.
Il torrente ci offre acqua fresca che era diventata indispensabile avendo finito le nostre scorte.
Raggiungiamo la Maison des Chamois e percorrendo la strada estiva arriviamo al piano della Fonderia: mezz'ora e siamo alle Grange di Valle Stretta dove il nostro giro era iniziato.
…alla prossima avventura!



















































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